Boom di rimesse, oltre 6 miliardi di euro in un anno

opo anni di calo, le rimesse impennano. Nel 2018 i migranti hanno inviato dall’Italia ai Paesi d’origine 6,2 miliardi di euro, lo 0,35% del Pil e oltre il 20% in più rispetto al 2017. Il record di quasi 8 miliardi raggiunto nel 2011 è ancora ineguagliato, ma stupiscono le performance di alcune comunità asiatiche, bangladesi in testa, alle quali fa da contraltare la “scomparsa” dei cinesi. 

È quanto si scopre dalle elaborazioni della Fondazione Leone Moressa sui dati della Banca d’Italia, secondo le quali per la prima volta nel 2018 il Bangladesh è diventato il primo paese di destinazione dei risparmi dei migranti, con oltre 730 milioni di euro complessivi (l’11,8% del totale), con una crescita del 35,7% nell’ultimo anno e volume quasi triplicato negli ultimi sei anni. La Romania, da dove arrivano oltre un milione di migranti, si ferma al secondo posto con un andamento stabile: +0,3% nell’ultimo anno e -14,3% negli ultimi sei. 

Quattro tra i primi sei Paesi sono asiatici (Bangladesh, appunto, seguito da Filippine, Pakistan e India) e tra i Paesi dell’Asia meridionale si registrano anche gli incrementi maggiori, come il +73,9% del Pakistan o il +37% delle Filippine. La Cina, invece, che fino a pochi anni fa era in testa alla classifica dei volumi di invio, non è più nemmeno tra le prime quindici posizioni.  Tra una comunità e l’altra, variano anche gli importi inviati. Se la media  pro-capite (volume complessivo rimesse/residenti stranieri in Italia) è di 100 euro a persona al mese, tra i romeni si scende a  50 euro, tra i  marocchini a 66 euro, ma tra i senegalesi si schizza a oltre 300 euro, tra i bangladesi a oltre 460 euro. 

Le Regioni dalle quali sono partite più rimesse sono la Lombardia (1,46 miliardi, +22,4%) e il Lazio (953 milioni, +22,2%), seguite da Emilia Romagna, Veneto e Toscana, tutte con oltre 500 milioni di euro inviati. Tra le province, guidano Roma (825,26 milioni) e Milano (741,86 milioni), che insieme concentrano oltre il 25% del volume complessivo. La forte concentrazione delle province del Centro-Nord nella zona alta della classifica rispecchia la maggiore incidenza di residenti stranieri sulla popolazione di quei territori.
 
“Le rimesse rappresentano la prima forma di sostegno degli immigrati allo sviluppo dei paesi d’origine. Tuttavia si prestano a varie letture”, sottolinea Michele Furlan, presidente della Fondazione Leone Moressa. “Da un lato, evidenziano la disponibilità finanziaria degli immigrati, legata alla ripresa economica. Dall’altro lato sono mancati consumi e investimenti in loco. Una maggiore integrazione, dunque, dovrebbe portare ad un minor legame col paese d’origine”.
 
In allegato le rimesse dall’Italia nel 2018. Elaborazioni della Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d’Italia

(Fonte: integrazionemigranti.gov.it)