L’azienda dietro le sbarre tra assunzioni e lavoro stabile: il modello “Dozza” funziona.
Detenuti occupati come operai e casari. Fabbrino: “I prodotti scelti anche per quello che sta dietro”.
BOLOGNA – Fare impresa in Dozza «è una vera e propria officina, con prodotti che poi vanno in giro per il mondo. I ragazzi sono assunti col contratto metalmeccanico e a tempo indeterminato». Maurizio Marchesini è conosciuto per essere a capo di un colosso del packaging farmaceutico, Marchesini Group, e anche come vicepresidente di Confindustria. Ma è anche presidente di “Fid — Fare impresa in Dozza”, un’impresa sociale che a Bologna, nella Casa circondariale Rocco D’Amato, detta “Dozza”, appunto, insegna un lavoro ai detenuti e li assume una volta terminata la pena, dopo essere stati affiancati da volontari ed ex lavoratori delle aziende coinvolte. … - così come Pubblicato il 13 giugno 2026 da www.repubblica.it/dossier/repubblica-delle-idee/2026/06/14 (fonte notizia) dove si può continuare a leggere altro ancora